Giovani

REGIONE LAZIO :ASSESSORATO PER LE POLITICHE DELLA FAMIGLIA E I SERVIZI SOCIALI

PRIMA CONFERENZA REGIONALE DEI GIOVANI LAZIALI NEL MONDO DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LE PRECONFERENZE ROMA, SETTEMBRE 2003

PREMESSA
Le preconferenze continentali rappresentano la prima fase del percorso operativo e programmatico che condurrà alla Prima Conferenza dei Giovani Laziali nel mondo, che la Regione Lazio sarà lieta di organizzare e di ospitare nell'autunno del 2004.
Con il presente documento sono state individuate alcune tematiche che si considerano prioritarie per i giovani corregionali all'estero e importanti da sottoporre alla loro attenzione, nell'intento di stimolare discussioni, critiche e proposte finali.
Lo spirito che anima l'iniziativa sta, essenzialmente, nell'importanza attribuita al riavvicinamento delle generazioni di giovani, figli o discendenti di emigrati, alla propria Regione d'origine. Essi, infatti, appaiono molto distanti dal mondo dell'associazionismo dei loro genitori, ma ciononostante interessati a porsi problemi inerenti la conoscenza del proprio paese, della propria lingua e della propria cultura.
Molti conservano, un ricordo dell'Italia, trasmesso dai genitori, che non trova più riscontro nella realtà e che non gli permette di seguire le evoluzioni socio-culturali, politiche ed economiche che interessano profondamente il loro Paese d'origine.
Si è ritenuto, quindi, prioritario ricollocare l'intervento della Regione tenendo conto degli interessi delle nuove generazioni: da un lato esiste, infatti, un bisogno di solidarietà concreta - specialmente per coloro che vivono nei Paesi dell'America Latina che presentano oggi problemi socio-economici - dall'altro la necessità, di rinsaldare i legami culturali e di conoscenza reciproca che coincide con un interesse particolarmente sentito dai giovani. La conferenza cerca dunque di unire entrambe queste
necessità.
Il presente documento si pone l'obiettivo di proporre un programma innovativo, adeguato alle esigenze dei nostri giovani corregionali all'estero, secondo le sfide poste dal rinnovato contesto politico, sociale, culturale ed economico, sia sul piano interno che su quello internazionale, reso possibile anche dalla Legge Regionale n° 23/2003, di recente emanazione, che mira a conferire maggiore impulso all'attività regionale con i laziali residenti all'estero sia dal punto di vista puramente culturale e scientifico che di quello più strettamente economico.
La posizione che la Regione intende, assumere con questo documento è sostanzialmente propositiva, consapevole del fatto che si tratta di un lavoro che andrà progressivamente articolandosi e che farà tesoro dei contributi che perverranno nell'ambito delle pre-conferenze.

OBIETTIVI PROGRAMMATICI

Alla luce di quanto si è premesso, la Regione Lazio ha individuato alcuni temi che intende sottoporre alla discussione e ai dibattiti che avranno luogo durante i lavori delle preconferenze preparatorie alla Prima Conferenza dei Giovani Laziali nel Mondo.

1. Associazionismo: Ruolo delle giovani generazioni.
2. La Regione Lazio e le politiche di intervento in favore dei Giovani Laziali all'estero: Cultura ed Informazione.
3. Lavoro: formazione professionale ed imprenditoriale.
4. Sud America: quale politica della Regione per i giovani laziali residenti in America Latina?

Una trattazione approfondita e critica durante i lavori delle preconferenze in ordine ai temi sopra proposti sulla base delle esigenze maggiormente sentite, del proprio trascorso di vita, nonché delle peculiarità che contraddistinguono il contesto locale, consentirà ai giovani di costruire, in sinergia con la nostra amministrazione regionale, un percorso che pur rispettando le esigenze individuali, sia maggiormente partecipativo.

1. Associazionismo: ruolo delle giovani generazioni

Il fenomeno dell'associazionismo dei nostri corregionali residenti all'estero ha assunto, nel corso del tempo, connotazioni sempre più varie. L'elemento fondante resta sempre la possibilità di aggregazione d'interessi, di tradizioni e di altri aspetti culturali.
Va preso in seria considerazione l'aspetto anagrafico relativo al processo d'invecchiamento della nostra popolazione emigrata. L'isolamento delle classi più anziane sembra costituire il rischio che l'associazionismo rimanga vincolato da schemi troppo rigidi e di conseguenza sterile nei confronti delle istanze rinnovate di un mondo in continua trasformazione sociale e culturale. I giovani, attraverso le preziose proposte che sono in grado di offrire, possono e devono rappresentare la ricchezza di nuove opportunità, volte allo sviluppo di una reale e fattiva cooperazione, in grado di innestare circuiti virtuosi in cui la formazione, il lavoro, la solidarietà, acquistino livelli sempre più significativi.

Prioritario risulta per la Regione porre particolare accento sull'importanza, oggi quanto mai essenziale, che è da attribuire alla propositivà di cui i giovani laziali all'estero possano farsi portavoce, affinché diventino ambasciatori di esigenze presenti e future delle collettività locali.
Emergono, di conseguenza, la necessità e il desiderio di assistere ad un rinnovamento delle classi dirigenti e di vedere attribuiti ai giovani nuovi ruoli decisionali e ulteriori spazi programmatici ed organizzativi. Essi saranno in grado di conciliare il bisogno di riscoperta culturale del proprio paese o della propria regione di origine con quello di una lettura attenta di fenomeni sempre nuovi che si vanno delineando sullo scenario italiano su più versanti della vita pubblica del Paese e della Regione.
D'altra parte, l'attuale crescente attenzione e curiosità che i giovani riservano alle espressioni culturali, politiche e sociali del proprio paese d'origine testimoniano il progressivo delinearsi di un percorso del tutto nuovo, capace di costruire nuovi ponti di comunicazione e di cooperazione
tra il paese di residenza e quello di origine.
In questo caso, i concetti di comunicazione e di cooperazione andrebbero intesi, nell'ottica di una coscienza viva ed operante del senso di "appartenenza", fondati, tra l'altro, sul principio basilare del "crescere insieme per favorire lo sviluppo sociale". L'impegno della Regione non andrebbe concepito come "mero assistenzialismo", bensì dovrebbe sostenere il principio di "reciprocità", che presuppone sì la partecipazione e il sostegno, ma anche e soprattutto la cooperazione e il contributo innovativo che può derivare esclusivamente da un più marcato attivismo dei giovani e da una loro maggiore visibilità nell'associazionismo locale e nella Consulta dell'emigrazione, cosa vivamente auspicata.

2. La Regione Lazio e le politiche di intervento in favore dei Giovani Laziali all'estero: cultura e informazione Il processo di mondializzazione, con il suo conseguente, anche se controverso, ampliamento degli orizzonti culturali di riferimento e l'affermarsi di una realtà tecnologica e multimediale, inducono alla promozione e al rafforzamento di attività culturali e formative che la Regione destina ai suoi corregionali all'estero. I giovani sono i soggetti verso cui tali interventi si rivolgono con particolare attenzione.
Le nuove iniziative che potrebbero essere percorse per promuovere la cultura italiana e laziale e per favorire il confronto tra i giovani discendenti figli di emigrati e l'ambiente scientifico della Regione d'origine, sono le seguenti:;istituzione di borse di studio finalizzate a specifici progetti di ricerca;; corsi di perfezionamento post lauream tenuti dalle Università del Lazio; finanziamento di ricerche finalizzate alla ricostruzione analitica della storia dell'emigrazione laziale nel proprio paese di residenza;; attività ed iniziative eventualmente eleggibili per l'ottenimento di finanziamenti predisposti dall'Unione Europea.
Il sostegno a tali iniziative si pone, ovviamente, in maniera trasversale a quelle più tradizionali tendenti, in generale, alla diffusione della conoscenza relativa al patrimonio artistico, culturale, ambientale e tecnico-culturale della Regione stessa presso le proprie comunità di emigrati, da realizzarsi attraverso conferenze, spettacoli, dibattiti, mostre d'arte o di prodotti dell'artigianato e della cultura.
Si ritiene opportuno, inoltre, ribadire il percorso operativo, ormai collaudato, dei soggiorni per giovani di seconda o terza generazione, finalizzati al recupero della lingua italiana ed alla conoscenza dei più recenti risvolti culturali del proprio Paese o della propria Regione
d'origine.
Accanto alle suddette priorità programmatiche, la Regione considera altrettanto rilevante rilanciare iniziative che guardino alla promozione dell'informazione presso le comunità di emigrati all'estero.
Tale esigenza non potrebbe porsi in termini di maggiore attualità, dal momento che l'aumento della circolazione globale delle idee e delle informazioni procede oggi di pari passo con quella delle persone e degli scambi commerciali.
Potenziare l'informazione significherebbe, senza dubbio, rafforzare e migliorare il livello qualitativo delle iniziative che caratterizzano le attività dei nostri corregionali all'estero, ovviando a problemi legati a posizioni di marginalità e di debolezza a cui, talvolta, soccombono. Un più frequente, strutturato e proficuo scambio di informazioni con il tessuto giovanile, culturale e sociale del proprio Paese o della propria Regione d'origine, condurrebbe senz'altro ad una migliore e più profonda conoscenza della cultura italiana in generale e laziale senza che essa sia filtrata secondo giudizi culturali caratteristici del contesto locale in cui vivono.
In termini concreti, potenziare l'informazione significa orientarsi verso sistemi di comunicazione telematica, attraverso cui dar luogo ad un dialogo tra soggetti che sia strutturato e rapido. Se, infatti, problemi di più ampia portata legati alle comunicazioni sono di competenza del governo centrale e della televisione di stato (RAI International, in particolare), i quali dovrebbero assicurare alle nostre comunità all'estero una comunicazione quanto più capillare e tempestiva sul Paese, la Regione potrebbe valorizzare il sistema informatico-telematico, che costituisce oggi lo strumento più appropriato tra i mezzi di comunicazione esistenti tra i giovani. La cultura e l'informazione rappresentano due campi di intervento che la Regione non potrebbe concepire separati l'uno dall'altro, ben consapevole della delicata importanza che oggi più che mai li unisce sinergicamente. Parimenti, sarebbe impossibile ignorare l' esigenza che i nostri giovani all'estero avvertono vivamente di far convergere i due ambiti per essere messi nella condizione di poter contribuire efficacemente alle politiche regionali verso gli emigrati


3. Lavoro: formazione professionale e imprenditoriale

Accanto alle iniziative di formazione culturale, di cui si è parlato, la Regione ritiene fondamentale dedicare attenzione al processo di formazione professionale ed imprenditoriale, puntando quindi nello specifico al settore del lavoro.
La convinzione che anima questo interesse si fonda fermamente sull'ipotesi che lo sviluppo economico ed imprenditoriale del contesto sia del territorio laziale che del Paese dove risiede l'emigrato, passi anche attraverso rapporti più intensi e costruttivi con le comunità di Italiani emigrati all'estero, la cui dimensione ed il cui profilo sociologico ed economico hanno subito, negli ultimi venticinque anni, profonde trasformazioni.
Quanto asserito rientra nella stessa ottica d'impegno della "Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e per le Politiche Migratorie" di recente istituzione, la quale nello scenario evolutivo dell'emigrazione italiana, "intende dare un contributo al rafforzamento dei collegamenti tra le comunità di italiani all'estero e le economie locali che, nate in modo spontaneo, richiedono oggi una maggiore attenzione da parte delle istituzioni soprattutto in considerazione della grande valenza che tali collegamenti hanno nello sviluppo dell'economia del Paese".
Nell'ambito dello scenario dei mutamenti indotti dai processi di internazionalizzazione che vedono protagonista buona parte del mondo imprenditoriale italiano, ci si è interrogati sulle dinamiche sociali, culturali ed economiche che le comunità di giovani emigrati all'estero possono stimolare nel contesto laziale e, soprattutto, quali benefici i nostri giovani corregionali all'estero ne possano trarre.
In quest'ottica, l'azione sociale e culturale del giovane emigrato presenta una particolare caratteristica: potenzialmente l'emigrato interagisce, contemporaneamente, con due ambienti politici, culturali, sociali ed economici. Egli, infatti, ha lasciato il territorio del Paese d'origine per stabilirsi nel suo nuovo Paese di residenza, ma molto spesso i suoi interessi e i suoi legami sociali pur restando separati, si collocano tendenzialmente nell'uno e nell'altro Paese in proporzione variabile.
Una simile identità, che potrebbe dirsi "transnazionale", poggerebbe su una rete dovuta alla compresenza d'interessi e di vincoli sociali che incoraggiano la coesistenza di legami culturali ed affettivi con il Paese d'origine e quelli che si sono sviluppati ormai da anni nel nuovo Paese di
residenza. Ciò potrebbe senz'altro favorire la potenzialità di azione transnazionale delle comunità di emigrati all'estero.
In quest'ottica la Regione intende favorire e promuovere attività di formazione professionale e lavorativa da svolgersi nel territorio regionale, istituendo, ove fosse possibile, rapporti strutturati con gli operatori del proprio mondo imprenditoriale ed economico, in grado di accogliere e di formare giovani discendenti di emigrati attraverso stages e corsi di formazione sia teorici che pratici.
Le comunità di nostri emigrati all'estero che sono spesso realtà vivaci e dinamiche, devono saper far fronte, alle nuove sfide che si pongono anche dal punto di vista economico e, in tale contesto, essenziale dovrebbe essere l'impegno dei giovani.

4. Sud America: quale politica della Regione per i giovani laziali residenti in America Latina?

I noti sconvolgimenti economici che hanno interessato l'America Latina, l'Argentina e il Venezuela in particolare, naturalmente provocano ancora forte sconcerto in tutti gli ambienti sociali e politici a livello nazionale italiano.
Nel corso del 2002 è risultato notevole il trend di rientri in territorio laziale da parte di emigrati di origine laziale provenienti dall'Argentina, mentre nel corso di quest'anno è risultato maggiore quello che si sta registrando dal Venezuela.
In particolare, la nostra Regione non può, e non vuole ignorare le realtà in cui si ritrovano a vivere le proprie comunità di emigrati residenti in questi paesi. Consapevole dei forti disagi economici e sociali in cui versa gran parte della popolazione locale, ci si interroga sulle prospettive di cooperazione che si profilano all'orizzonte, soprattutto con i discendenti dei corregionali ivi emigrati.
Fino ad oggi, la Regione Lazio ha risposto a questo stato di emergenza offrendo il proprio contributo al Fondo di Solidarietà Internazionale, ma in questa sede più che altrove ci si intende interrogare su quale possa essere la risposta che la Regione insieme con le nuove generazioni siano in grado di offrire in tale direzione.
Nel caso specifico dell'America Latina - cui certamente non a caso si è ritenuto opportuno dedicare in questo documento particolare attenzione - più che altrove valgono le istanze di cui si è discusso finora. Il settore della cultura e dell'informazione, così come quello del lavoro e dello sviluppo imprenditoriale, si colorano di un significato e di una importanza ancor più incisiva e fondamentale. Pertanto, potersi servire correntemente della lingua italiana, approfondire i temi della cultura - nel senso più ampio del termine - della propria terra di origine, conoscere le realtà economiche e le istituzioni regionali e nazionali italiane, impegnarsi nel rilancio e nel sostegno all'associazionismo di emigrati laziali è un compito impegnativo, ma assolutamente indispensabile.Tutto ciò non sarebbe sufficiente: il "ponte" che si intende costruire deve
basarsi su idee progettuali e su istanze precise e specifiche che devono
provenire proprio dai giovani e non da altri.
Se i rientri in terra d'origine sembrano spesso lo strumento e la risposta più semplice ed immediata al superamento dei problemi di disagio economico e sociale cui ci si è trovati di fronte improvvisamente, occorre con urgenza e determinazione convincersi che essi non rappresentano sempre "la soluzione". Sradicarsi da un contesto sociale e culturale in cui, in un modo o in un altro, ci si è integrati per affrontare ex-novo realtà e dinamiche socio-culturali ormai mutate, verso le quali spesso ci si pone in un'ottica fondamentalmente ma, in parte, erroneamente assistenzialista, può comportare problemi di inserimento che non occorre sottovalutare.
La Regione ritiene possibile che i giovani laziali residenti nei Paesi dell'America Latina possano e debbano investire le proprie capacità organizzative e manageriali sullo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale, nell'ambito del quale fungere da "volano" per la realizzazione di un rinnovamento che si ponga su piani di competitività sia a livello locale che internazionale.
Attraverso la realizzazione di progetti speciali e mirati alle nuove generazioni di laziali residenti in America Latina, ed in Argentina in particolare, la Regione potrebbe attuare, iniziative di formazione professionale ed imprenditoriale, nonché di riqualificazione di giovani imprenditori operanti in loco.
La partecipazione da parte della Regione Lazio al progetto finalizzato alla promozione e sviluppo delle piccole e medie imprese in territorio argentino ove è rilevabile un'alta densità di aziende di Italiani, ed in particolare Laziali emigrati, indica la sensibilità dell'amministrazione verso la tematica e la ragione per la quale si ritiene opportuno puntare sui propri giovani corregionali in America Latina.
Iniziative di questo genere possono essere particolarmente utili ai giovani, sia come strumento di avviamento di percorsi rivolti all'auto-imprenditorialità, sia al fine di consolidare l'intera rete di contatti e di relazioni con la nostra Regione.

CONCLUSIONE
Una nuova società, la società globale, si sta radicando e sta occupando il posto del "vecchio mondo", fatto di barriere, a volte insormontabili, oltre le quali era difficile comunicare e mantenere un rapporto stabile. Il ruolo delle giovani generazioni in questo nuovo contesto internazionale è e sarà essenziale. Ed è proprio partendo da tale considerazione che la Regione Lazio intende riconoscerne la centralità, consapevole di dover operare una svolta nelle strategie di comunicazione e di interazione con i giovani delle proprie comunità di emigrati all'estero.

La Prima Conferenza dei Giovani Laziali nel Mondo del 2004 sarà un appuntamento che servirà ad individuare le modalità più efficaci per capitalizzare al meglio il valore aggiunto costituito dal bagaglio di storia e di cultura che gli emigrati laziali portano con sé nel mondo che essi, in particolare, potranno valorizzare e rinnovare.
Si è posti di fronte ad una grande responsabilità: quella di far sì che l'emigrazione diventi sempre più strumento capace di creare le condizioni per lo sviluppo delle economie locali a livello internazionale e che le giovani generazioni riescano a coniugare, a questo fine, la loro particolarissima condizione -che abbiamo già definito "transnazionale"- di cittadini del Lazio e di cittadini del mondo.
L'obiettivo del presente documento è quello di stimolare un dibattito che possa produrre contributi che sono non solo auspicabili e graditi, ma doverosi, soprattutto se proposti da giovani, che hanno deciso di essere protagonisti della propria identità culturale, della propria "lazialità", nonché artefici del proprio futuro.

Sommario

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LE PRECONFERENZE

PREMESSA

OBIETTIVI PROGRAMMATICI

1. Associazionismo: ruolo delle giovani generazioni
2. La Regione Lazio e le politiche di intervento in favore dei Giovani Laziali all'estero: cultura e informazione
3. Lavoro: formazione professionale e imprenditoriale
4. Sud America: quale politica della Regione per i giovani laziali residenti in America Latina?

CONCLUSIONE