Emigrazione, un fenomeno che ancora esiste fra
i giovani
Tra il 1870 e il 1970 circa ventisette milioni di emigranti lasciarono
l'Italia per lavorare e vivere all'estero. Agli inizi del ventesimo
secolo metà della popolazione di Buenos Aires era composta
dagli italiani e dai loro figli. New York e Toronto, nel corso della
storia, hanno affermato di avere una popolazione italiana maggiore
di quella di Roma. Gli italiani sono stata una componente numerosa
della forza lavoro anche della Francia, della Svizzera e della Germania.
Nel 1970 circa sessanta milioni di persone di origine italiana vivevano
in paesi extra europei e molti altri in Europa fuori dai confini
italiani per cui quelli che si trovavano fuori dall'Italia superavano
per numero la stessa popolazione italiana. Nell'Italia preunitaria
il fenomeno era stato un fatto marginale e aveva riguardato solo
le regioni rurali dell'Italia settentrionale. Dopo l'unità,
di fronte alla crescita del capitalismo industriale piemontese e
lombardo, il resto della Nazione restò nelle vecchie condizioni,
che anzi peggiorarono. Ad aggravare la situazione contribuirono
le normative commerciali del 1887 che provocarono nel Sud crisi
agricole che ne bloccarono le esportazioni e così verso la
fine del secolo l'emigrazione meridionale diventò prevalente.
Nella Valle di Comino l'emigrazione prima della guerra mondiale
1914-18 era già notevole e si dirigeva soprattutto oltre
oceano (Stati Uniti, Canada, Venezuela ed altri Stati dell'America
Latina. Negli anni Settanta, invece, è prevalsa la tendenza
verso i paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Germania)
e si è trattato quasi sempre di trasferimenti definitivi.
Anche la città di Roma e gli altri centri maggiori del Lazio
hanno esercitato una forte attrazione; però in questo caso
l'emigrazione è stata per lo più temporanea. Da S.
Donato, che ha una antica tradizione di lavori in pietra, sono emigrati
in prevalenza scalpellini; da Atina lavoranti sarti diretti per
la maggior parte in Francia; da Villa Latina e Casalattico gelatai
e pasticcieri che sono andati ad impiantare bar e gelaterie in Gran
Bretagna e nei paesi nordici; specialmente da Casalattico il movimento
migratorio è stato fortissimo e diretto esclusivamente verso
l'Inghilterra dove alcuni hanno raggiunto posizioni di rilievo ed
hanno accumulato ingenti fortune come Charles Forte divenuto proprietario
di catene di alberghi. In Francia Raffaele Delicata di Atina ha
costruito dal nulla un impero realizzando scarpe elegantissime.
Quelli emigrati in America, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale,
si sono ben inseriti nel tessuto socio-economico del Paese ospitante
e diversi hanno contribuito alla crescita della nazione americana.
Il governatore in carica del Massachussetts è un politico
di origine sandonatese Argeo Paul Cellucci. Gli anni Cinquanta hanno
conosciuto la più grande emigrazione che si ricordi, però
un'analisi dettagliata è stata fatta solo per il quinquennio
1961-1966.La popolazione residente nella Valle di Comino al 31-12
1951 ammontava a 37.218 unità, al termine del decennio 31-12
61 era diminuita di 7.000 unità e alla fine del 1996 di altri
1.500 abitanti cosicché, dal 1951 la Valle ha perso 8709
unità giungendo ad un ammontare complessivo di 28.509 abitanti.
Il fenomeno migratorio ha quindi condizionato tutto lo sviluppo
demografico e con ciò anche l'economia. Nel 1973 la crisi
petrolifera ed economica in generale provocò il rientro di
molte migliaia di emigrati. Il fenomeno dell'emigrazione italiana
ancora oggi è presente, anzi in questi ultimi anni nella
Valle di Comino esso sembra riprendere quota e molti sono i giovani
che si trasferiscono in America e in altre nazioni dove è
più facile trovare un posto di lavoro. La valle, infatti,
così come avveniva un tempo, non offre molte possibilità
di lavoro, anzi c'è una riduzione dell'offerta perché
è stato soppresso l'ospedale di Atina inferiore, perché
è ferma l'edilizia pubblica o almeno è insufficiente
a creare posti di lavoro. Il turismo, unica risorsa economica ritenuta
possibile nella valle, non decolla così come dovrebbe e si
svolge quasi esclusivamente in tutto il comprensorio solo nel mese
di agosto. Da una parte c'è anche da considerare il fatto
che ormai più nessuno vuole svolgere lavori poco appaganti
nella propria zona, perché in una buona parte degli ambienti
sociali poco elevati c'è una grande voglia di emergere. Un
aspetto importante resta che la maggior parte dei lavoratori preferisce
essere dipendente. La mentalità da imprenditore, infatti,
è poco diffusa.