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Di ritorno dal Mediterraneo

Matteo Scarabelli ha portato a termine la sua missione di ambasciatore di pace

Roma - Ha fatto tappa in tre continenti diversi e 18 paesi che si affacciano sul Mediterraneo; ora Matteo Scarabelli è tornato. Con la sua bicicletta, il giornalista di 33 anni si è reso ambasciatore di un messaggio di pace del Presidente della Regione Lazio: 13mila i km percorsi proprio in quei paesi che oggi vivono una crisi drammatica.

Era partito da Civitavecchia, nel settembre scorso, e per dieci mesi ha viaggiato attraverso Francia, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Giordania, Siria, Libano, Turchia, Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia.
"Conoscere il Mediterraneo è la base per costruire lì la pace - ha detto al rientro -. Dobbiamo guardare alle differenze del Mediterraneo perché sono queste la vera ricchezza. Guardiamo troppo al passato del Mediterraneo, pensiamo piuttosto al suo futuro. Per questo - ha aggiunto - è importante che esistano luoghi come la casa delle Regioni del Mediterraneo e occasioni come il Festival del Mediterraneo dove persone che mangiano, parlano, cucinano, lavorano e pensano in modo diverso, si conoscano".

Nei giorni scorsi l'incontro con il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che ha detto: "All'inizio ho guardato all'avventura con perplessità e mi sono detto: 'Matteo ce la farà?' Matteo ce l'ha fatta ed è stato l'ambasciatore della nostra Regione nel Mediterraneo".

I problemi non sono mancati: Scarabelli, per esempio, era l'unico italiano a Bengasi durante gli scontri al Consolato italiano; poi Libano e Israele, tra le parti di Mediterraneo dove il messaggio di pace doveva giungere secondo le intenzioni della partenza.

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