In vista della riunione della Consulta per
l’Emigrazione del Lazio
Considerazioni e proposte della Fedelazio al
presidente della Regione Piero Marrazzo
MAR DEL PLATA- In vista della riunione della Consulta per
l’Emigrazione della Regione Lazio, la Fedelazio, Federazione
che riunisce le Associazioni laziali dell’Argentina,
ha inviato una lettera al Presidente della Regione Piero Marrazzo.
Una lettera, a firma del presidente Gustavo Velis, per “analizzare
e riflettere sulle problematiche degli emigrati”: sono
considerazioni che “hanno come scopo fondamentale migliorare
la qualità di vita dei laziali in Argentina”.
La comunità laziale in Argentina “è costituita
da quasi 30mila cittadini italiani di passaporto, ai quali
vanno aggiunti italo argentini di seconda, terza e quarta
generazione che hanno manifestato la volontà di essere
riconosciuti cittadini italiani” ricorda la Fedelazio.
Sottolineando che “siamo partiti dalla consapevolezza
che in vista dei cambiamenti avvenuti nella stessa comunità”,Fedelazio
scrive che “è necessario riproporre le diverse
tematiche nell’ambito di un nuovo equilibrio tra la
vecchia e la nuova politica dirigenziale per il futuro. Abbiamo
dato un esempio di partecipazione e democraticità nelle
ultime elezioni, con rappresentanti laziali in tutte le liste,
le elezioni sono gia passate e dobbiamo continuar a lavorare”.
Fedelazio ricorda poi che nel corso della visita di Marrazzo
in Argentina (febbraio-marzo) “si è parlato delle
possibilità che i nostri giovani possano usufruire,
delle borse di studio, convenzioni tra Università Laziali
ed Argentine, possibilità per i giovani di svolgere
microimprese, scambi di tecnologia, stage, eccetera”
e che il rettore dell’Università “La Sapienza”
di Roma aveva detto che il suo Ateneo ‘partecipa attivamente
all’iniziativa riguardante le borse di studio a favore
degli studenti argentini, iniziativa della quale è
stata promotrice in prima persona insieme con la Regione Lazio’.
La Fedelazio fa presente “temi importanti per noi”:
che rete consolare e servizi ai cittadini; garanzia della
continuità del diritto di voto all’estero; lingua
e cultura italiana; nuove generazioni e integrazione; associazionismo.
La rete consolare in Argentina è composta da 9 Uffici
di prima categoria, “e da tempo si auspica l’apertura
di altre sedi consolari soprattutto nel cordone del Gran Buenos
Aires”. Di fronte al problemi socio economico dell’Argentina,
“le pratiche di cittadinanza, passaporto ed assistenza
sono in costante aumento, si mette seriamente in crisi il
funzionamento dei Consolati, e gli storici ritardi ed inadempienze
nei servizi che essi offrono, rischiano drammaticamente di
acutizzarsi. Il problema dell’anagrafe che si è
fatto sentire nelle ultime elezioni, ha bisogno di una prioritaria
soluzione. per garantire ai cittadini laziali l’esercizio
al voto nelle future elezioni”. Fedelazio ricorda che
sia per il referendum del 15 giugno 2003 “prima esperienza
di voto per gli italiani all’estero, alla quale gli
italiani in Argentina hanno dimostrato un forte interesse
ed un’attiva partecipazione quasi in 42 % sul totale
delle schede elettorali inviate” sia alle elezioni politiche
quando “grazie ai nostri rappresentanti eletti si è
potuto garantire la governabilità”.
Fedelazio fa presente poi che “ci sono molti laziali
che hanno bisogno di assistenza, e che purtroppo né
i Consolati, né i Comites danno risposte positive”.
“”Ciò di fronte a un considerevole aumento
dei laziali che hanno bisogno di assistenza e che si trovano
al di sotto della soglia della povertà”. “Di
fronte a questo grave problema, e sebbene la necessità
di istituire una prestazione a carattere assistenziale, diretta
ai cittadini laziali emigrati che abitano in Argentina, che
si trovano in condizioni di indigenza e che non possono usufruire
di analoghi trattamenti , costituisce una vecchia rivendicazione
del mondo dell’emigrazione, l’acuirsi dei bisogni
in quest’area del mondo, merita una risposta efficace
e definitiva da lavorare tra Regione, Consultori e Fedelazio”.
“Dall’esplosione della crisi in Argentina, dalla
Regione Lazio, hanno manifestato la loro volontà attraverso
iniziative che aiutano a mitigare la drammatica situazione
economica e sociale dei laziali, soprattutto interventi mirati
ai giovani, come per esempio l’approvazione dei progetti
gestiti dall’OICS”. Fedelazio è convinta
che “da questo ambito istituzionale bisogna sensibilizzare
la Regione Lazio, le Province e i Comuni affinché la
questione assistenziale per i laziali dell’Argentina,
possa essere tenuta nella dovuta considerazione. Perché
s’é vero che esistono problemi ed aspettative
comuni tra gli italiani all’estero, è indispensabile
mettere a fuoco le specifiche realtà, per poter identificare
linee di azione diretta alla pianificazione degli interventi
per l’emigrazione”. Fedelazio chiede che “la
discussione sulla tematica assistenziale diretta agli italiani
all’estero sia accolta nella Legge Finanziaria dello
Stato prevista per il 2007”.
Fedelazio ricorda poi che “un fattore forte e specifico
di identità è quello della lingua italiana all’estero
richiesta in modo crescente”. E in Argentina, da quando
è stata varata la legge “Federal de Educación”
è stata avviata una politica di accordi mirati con
le singole Province e Municipi per l’inserimento dell’italiano
quale materia d’insegnamento (facoltativa) nelle scuole
pubbliche, “però purtroppo oggigiorno nella maggioranza
delle scuole l’italiano non esiste come tale. Le difficoltà
economiche dell’Argentina non consentono di approfondire,
per il momento, questa iniziativa”. E allora “bisognerà
pensare ad un intervento di riorganizzazione in un ‘ottica
di interculturalità”, basato su criteri di “integrazione
nelle scuole dei paesi di residenza; continuitá dell’insegnamento
nei diversi livelli formativi, razionalizzazione e qualificazione
del sistema di gestione pubblico e privato; sistematica politica
di formazione ai docenti”.
“Verifichiamo – si sottolinea - che c’è
una maggiore domanda di insegnamento della lingua e cultura
italiane. Infatti circa 77 mila studenti in 104 scuole private,
147 scuole pubbliche argentine e 15 scuole legalmente riconosciute
o con presa d’atto, nonché i corsi di italiano
organizzati dai Comitati della Dante Alighieri ed altre associazioni,
dove la Regione Lazio ha dato un esempio con circa 150 borsisti
distribuiti nelle Dante di tutta l’Argentina”.
Fedelazio fa poi presente che in Argentina siamo di fronte
ormai “a nuove generazioni cercano di costruire un rapporto
con l’Italia partendo dall’identità culturale
che includa integralmente le variabili socio-politiche ed
anche economiche”. Pertanto “la partecipazione
politica, la cultura, la formazione, il rapporto produttivo
tra le imprese italiane ed argentine, sono alcuni elementi
dell’interesse che riveste l’idea del modello
italiano di sviluppo, soprattutto delle piccole e medie imprese,
le quali sono sicuramente un fattore importante per integrare
le nuove generazioni del nostro paese e per fermare l’esodo
di tanti giovani che cercano di trovare fortuna nei paesi
sviluppati”.
Infine, riguardo ai finanziamenti all’associazionismo,
si fa osservare che “non si possono usare gli stessi
criteri nei diversi continenti perché, è ben
saputo che la situazione del Sud America è di gran
lunga più difficile di quella degli altri continenti
ed è, inoltre, il continente che, dopo il Canada e
l’Australia, ha accolto la maggior quantità di
laziali”. Pertanto “è necessario stabilire
in questo piano triennale le priorità ed i mezzi di
finanziamento, cercando di arrivare ad un accordo ‘interassessorile’,
per ottimizzare i programmi creando nuove risorse per il settore
dell’emigrazione”. Riguardo alla Casa dell’Emigrante,
“che avrà, nel futuro, un’importante ruolo
e protagonismo, in beneficio di tutti gli emigrati, però
bisogna organizzare un programma integrale tra le Federazioni
ei Consultori”, Fedelazio dice che “il problema
è che il finanziamento previsto a suo tempo, è
passato, quasi interamente alla Casa dell’Emigrante
e non alle Associazioni o Federazioni residenti all’Estero
ed in particolar modo al Sud America”. Per Fedelazio
“è necessario che la Regione proponga un momento
adeguato per analizzare le problematiche e le necessità
degli emigrati pero sopratutto per ottimizzare i risultati
delle attuazioni della Regione Lazio, dopo la Prima Conferenza
dei Giovani Laziali nel Mondo”. e per questo motivo
la Fedelazio chiede al presidente Marrazzo “di organizzare
per il 2007 la V Conferenza Regionale dell’Emigrazione
Laziale”, con l’invito a fare nel futuro modifiche
della legge, ma previamente convenute in seno alla Conferenza.
(Inform)